Pierluigi Cappello

È nato a Gemona del Friuli nel 1967, ma è originario di Chiusaforte, dove ha trascorso la fanciullezza. Dopo aver compiuto gli studi superiori a Udine, ha frequentato la facoltà di Lettere presso l’Università di Trieste. Nel 1999 assieme a Ivan Crico ha ideato, e diretto per diverso tempo, La barca di Babele, una collana di poesia edita dal Circolo Culturale di Meduno, che accoglie autori noti dell’area friulana, veneta e triestina. Attualmente vive a Tricesimo dove scrive e dove è impegnato in un’intensa attività artistica e di diffusione della cultura anche nelle scuole e all'università. Varie e significative sono le iniziative culturali sviluppate in Friuli che fanno capo a questo poeta, legate alla poesia, alla saggistica, al teatro. Numerosi i premi nazionali vinti con i suoi libri di versi e citati di seguito. Per Il me Donzel ha ricevuto i premi Città di San Vito 1999 e Lanciano-Mario Sansone 1999, quest'ultimo ex aequo con Bianca Dorato. Con Dittico, che comprende poesie inedite in friulano e in italiano, ha vinto il Premio Montale 2004.

Nel 2006 ha pubblicato quasi tutte le raccolte delle sue poesie in Assetto di volo, a cura di Anna De Simone, con introduzione di Giovanni Tesio, Crocetti Editore, Milano. Per questo libro ha vinto il Premio Nazionale Letterario Pisa; il Premio Bagutta 2007 sezione Opera Prima, il Superpremio San Pellegrino 2007, il Premio Speciale della Giuria "Lagoverde 2010".

Un nuovo libro di poesie, Mandate a dire all'imperatore, con postfazione di Eraldo Affinati, è stato pubblicato da Crocetti Editore, Milano 2010.

Sue poesie sono apparse sulle seguenti riviste e antologie: «Caffè Michelangiolo», «clanDestino», «Diverse Lingue», «La Battana»,«Poesia», «Tratti»; Il pensiero dominante, a cura di F. Loi e D. Rondoni, Garzanti, Milano 2000; Fiorita periferia. Itinerari nella nuova poesia in friulano, a cura di G. Vit e G. Zoppelli, Campanotto, Udine 2002; Tanche giaiutis (Come averle). La poesia friulana da Pasolini ai nostri giorni, a cura e con un saggio introduttivo di A. Giacomini, Associazione Colonos, Lestizza (Ud) 2003; La stella polare. Poeti italiani dei tempi “ultimi”, a cura di Davide Brullo, Città Nuova Editrice, Roma 2008. “Mandate a dire all’imperatore”, in “Poesia”, Anno XXII, Marzo 2009, N. 236, pp. 17-22. Ha pubblicato, riunite in volume, anche prose liriche comparse precedentemente su riviste, libri, monografie di poeti, con il titolo Il dio del mare, Lineadaria Editore, Biella 2008. Sulla sua poesia hanno scritto tra gli altri, Giovanni Tesio, che è l'autore di gran parte delle introduzioni ai suoi libri, Anna De Simone, Amedeo Giacomini, Alessandro Fo, Franco Loi, Mario Turello, Gian Mario Villalta.

Con Mandate a dire all'imperatore Crocetti Editore, si aggiudica il Premio Viareggio-Rèpaci 2010 per la poesia.

Appello per la concessione a Pierluigi Cappello dei benefici della Legge Bacchelli
Friulano di Gemona, 44 anni, Cappello versa in condizioni di estrema indigenza ed è paralizzato su una sedia a rotelle dal 1983: aveva 16 anni, era un brillante centometrista, sognava di fare l'aviatore, quando un amico gli diede un passaggio in moto. Ebbero un incidente, l'amico morì sul colpo e Pierluigi iniziò un calvario di interventi chirurgici, rieducazioni e fisioterapia, un percorso che gli ha permesso di continuare a vivere ma gli ha provocato un'estrema fragilità fisica. Da tempo ha bisogno di assistenza 24 ore su 24, e l'assistenza costa.

Fino al mese scorso, Pierluigi Cappello ha vissuto in un prefabbricato del terremoto a Tricesimo, nei pressi di Udine, una baracca donata nel 1976 dall'Austria al Friuli, una catapecchia abbandonata prima di Natale perché ormai inabitabile e infestata dai topi. Oggi Pierluigi vive con la madre in un minuscolo appartamento dove non esiste neppure il collegamento a Internet, essenziale per una persona isolata dal resto del mondo, per un intellettuale che può comunicare - poesie a parte - solo grazie alla Rete e al telefono.

Tutti i suoi libri sono rimasti negli scatoloni, il letto è in realtà un piccolo divano, l'assistenza a domicilio è un peso insostenibile per chi non ha alcun tipo di reddito, ma solo un'esigua piccola pensione di invalidità.

La situazione di Cappello ha spinto la Regione Friuli Venezia Giulia a chiedere la concessione dei benefici della Legge Bacchelli, la quale prevede un piccolo vitalizio per gli artisti di chiara fama che versino in condizioni disagiate.

L'appello è stato raccolto e sottoscritto dalle Università di Siena, Firenze, Udine, Roma Tre e dall'Accademia della Crusca, oltre che da migliaia di privati cittadini e intellettuali. Anche Facebook e Twitter si sono mobilitati per aiutare Pierluigi Cappello, e la stessa cosa intende fare Repubblica.it.

Tra le personalità del mondo della cultura e dello spettacolo che hanno beneficiato del vitalizio, la scrittrice Anna Maria Ortese, Gavino Ledda, la poetessa Alda Merini, i cantanti Umberto Bindi, Ernesto Bonino e Joe Sentieri, le attrici Alida Valli e Tina Lattanzi, il pugile Duilio Loi, l'attore Salvo Randone. Della legge hanno goduto anche la prima annunciatrice della Rai, Fulvia Colombo, l'eroe di guerra Giorgio Perlasca e il poeta di Andreis, in provincia di Pordenone, Federico Tavan, per il quale proprio Cappello si è dato tanto da fare.

I benefici della Legge Bacchelli vengono concessi, dopo un complesso e a volte lungo iter burocratico, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri con la controfirma del Presidente della Repubblica: il nostro invito, dunque, è rivolto direttamente al professor Mario Monti e al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano.

A Pierluigi Cappello, in fondo, basta poco: il minimo per sopravvivere e continuare a comporre versi, donando a tutti le sue parole trasparenti, delicate e forti, scritte nella bellissima lingua friulana e in italiano. Triste e povero è un paese che dimentica i poeti, e ancor più triste se è insensibile al dolore di chi, in silenzio e con enorme dignità, nella sofferenza chiede aiuto.

Si può aderire inviando una email all’indirizzo istituzionale del presidente del Consiglio regionale, Maurizio Franz (presidente.consiglio@regione.fvg.it). Crescono di giorno in giorno anche le adesioni alla pagina Facebook per l’Assegnazione dei benefici della legge Bacchelli a Pierluigi Cappello.

«No, no, non è lui l’imperatore». Pierluigi Cappello sorride. È disteso a letto, la giornata è soffocante. Fuori, il frinire delle cicale, il profumo delle ortensie e una scritta in serbocroato che appare come un motto solenne per chi varca questo prefabbricato in legno d’abete a Tricesimo, alle porte di Udine: «Chi non sopporta il vino è costretto a sopportare la vita». Dentro, nella densità dello spazio dell’ultimo residuo di un dono del governo austriaco alla popolazione martoriata dal terremoto del Friuli, l’odore acre delle sigarette. Più che una casa, tutto ricorda la cella di un monaco con la vocazione alla lettura: in ogni spazio libero, romanzi, saggi, libri di poesia. Qua e là, dipinti di qualche amico (i disegni di Sergio Toppi), una foto con due poeti, su un tavolino, il modellino di un aereo (la passione per il modellismo), una tazza, una bottiglia di vino. Per terra, il compressore per l’aerografo, la sedia a rotelle accanto al letto.

Alcune delle sue poesie su  - poesie amiche -