Sauris

 

 

Sauris in friulano, Zahre nel locale dialetto germanico è un comune italiano di 426 abitanti della provincia di Udine in Friuli-Venezia Giulia. È il comune più alto della regione (1212 m s.l.m.) ed è un'isola linguistica germanofona. Fa parte del club dei borghi autentici d'Italia e dell'associazione Alpine Pearls
Situato nella regione montana della Carnia in Val Lumiei, vanta nel suo territorio la presenza di un magnifico lago (il lago di Sauris), un bacino artificiale tra i più grandi in Friuli, creato dallo sbarramento del torrente Lumiei.
Le principali cime che circondano Sauris e le sue frazioni sono: il Col Gentile (2.075 m), il Monte Tarondon (2.019 m), il Monte Pieltinis (2.027 m), il Crodon di Tiarfin (2.413 m), il Monte Bìvera (2.474 m), il Monte Zauf (2.245 m), il Monte Tinisa (2.080 m).
La leggenda vuole che la comunità di Sauris sia stata fondata attorno al XIII-XIV secolo da due soldati tedeschi che, stanchi della guerra, fuggirono dal loro paese rifugiandosi in questa valle isolata e impervia. Sembra che l'immigrazione sia avvenuta in realtà dalla valle di Lessach e dalla Pusteria nel XIII secolo.
Lo storico Giordano Brunettin fa risalire invece l'occupazione della zona alla metà del XIII secolo. Il primo documento che attestava l'esistenza della località, un atto di eredità perduto, risale al 1280. Si è conservato solo un documento del 1318 in cui si parla di Sauris, riguardante anch'esso un'investitura feudale.
Tra il 1941 e il 1948 venne costruito l'impianto idroelettrico della Val Lumiei e la relativa diga, nonostante si fosse in piena guerra. Proprio per la scarsità di uomini che ciò comportava vennero coinvolti nella costruzione anche 300 prigionieri di guerra neozelandesi. La località La Maina venne sommersa dal lago artificiale, e ne restano i ruderi sott'acqua.
La comunità forma un'isola linguistica di tipo germanico, una vera enclave germanofona in territorio friulano, che si è potuta conservare, a partire dalla sua fondazione, grazie ad un isolamento durato secoli.
Il tipico dialetto locale, il "saurano", conserva tratti arcaici rispetto ai dialetti tirolesi ai quali è collegato, ma la popolazione è in linea di massima trilingue, parlando bene pure l'italiano e ancor più il friulano.
Nel territorio comunale vige la Legge regionale 18 dicembre 2007, n. 29 "Norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana", con la quale la Regione Friuli Venezia Giulia stabilì le denominazioni ufficiali in friulano standard e in friulano locale dei comuni in cui effettivamente si parla il friulano.
Il comune è formato da Sauris di Sotto (sede municipale) e Sauris di Sopra e dalle frazioni di Lateis, La Maina e Velt. Sauris di Sopra è detto localmente Plozn, e Sauris di Sotto Dörf, sembra che il toponimo derivi da un prelatino "savira", "corso d'acqua". Zahre invece sembra che conservi il significato proprio di "zahre", cioè lacrima.
Nonostante sia uno dei comuni più piccoli del Friuli-Venezia Giulia, Sauris è una apprezzata località turistica estiva ed invernale, conosciuta per la produzione di un prosciutto crudo particolarmente rinomato, il Prosciutto di Sauris I.G.P., lo speck di Sauris ed una birra artigianale altrettanto famosa: la Zahre Beer.

Un San Valentino 2015 indimenticabile immersi nel silenzio della Val Lumiei, fra le montagne della Carnia in Friuli Venezia Giulia, è quello vivranno le coppie di innamorati che sceglieranno Sauris come meta del weekend più romantico dell’anno.
Inoltre, quest’anno trascorrere il San Valentino a Sauris ha un’ulteriore attrattiva: la concomitanza con il Carnevale. In quei giorni il paese si vestirà a festa per celebrare, seguendo antichissimi rituali, la sua ricorrenza più sentita.


Il Carnevale di Sauris–Voshankh si svolge da secoli secondo i medesimi rituali ed ha il suo clou sabato 14 febbraio. Protagonisti della festa sono il Rölar e il Kheirar. Il Rölar è una figura magica e demoniaca armata di una scopa che avverte la gente che si prepari per la mascherata. Con lui c’è il Kheirar, il re delle maschere che orchestra lo svolgimento della festa. Dopo aver spazzato il pavimento, introduce a turno coppie di maschere che intrecciano antiche danze al suono della fisarmonica. Le due figure percorrono le vie di Sauris e delle sue frazioni, accompagnate da un corteo di maschere, che possono essere brutte (Schentena schembln) o belle (Scheana schembln): l’importante è che chi vi partecipa sia irriconoscibile e quindi abbia il volto coperto.
Prende quindi il via una passeggiata fra i boschi, la ‘Notte delle lanterne’: il corteo, partendo da Sauris di Sopra al lume delle lanterne, si inoltra nel bosco alla volta di un grande falò propiziatorio innalzato in una radura. Sulla via del ritorno, ci si ferma negli stavoli per riscaldarsi con vin brulè e rifocillarsi con dolci, fra cui le tradizionali frittelle di Carnevale insaporite con la salvia.
Il pacchetto ‘Weekend’ prevede l’arrivo sabato 14 febbraio, dove si troveranno in camera Prosecco e cioccolatini. Dopo l’aperitivo di benvenuto in un locale tipico con degustazione di birre artigianali di Sauris, si parteciperà alla Notte delle lanterne. A concludere la serata, una romantica cena a lume di candela con menù speciale di San Valentino. Domenica 15 febbraio, sarà la volta di una passeggiata panoramica su una slitta trainata dai cavalli, cui farà seguito un pranzo con specialità saurane in un agriturismo (a partire da 123 euro a persona).
Il pacchetto ‘Due cuori e una slitta’ prevede l’arrivo venerdì 13 febbraio e, in più, il sabato mattina una sosta ritemprante al Centro Wellness con sauna, bagno turco e area relax (a partire da 205 euro a persona, 2 notti).